(22 marzo 2010) L'accordo quadro firmato venerdì scorso 19 marzo, alla presenza del Direttore regionale all'agricoltura Valtiero Mazzotti e dei rappresentanti delle Organizzazioni Professionali agricole regionali, definisce le condizioni perla gestione dei vitelli da ristallo inseriti nel circuito IGP Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale, con particolare riferimento a quelli di razza bovina Romagnola, nel territorio dell'Emilia-Romagna, per gli anni 2010 e 2011.
Tra i diversi punti che caratterizzano l'accordo, un interesse particolare merita l'attenzione alla corretta ed efficace programmazione della fase di vendita ed acquisto, col supporto dell'Organizzazione Produttori Bovinitaly, dei vitelli da ristallo. Le necessarie informazioni sia da parte dei venditori sia dagli acquirenti, andranno a definire programmi annuali preventivi di consegne e ritiri, indicativamente per 1.000 - 2.500 capi annui, coordinati tra loro.
Altro aspetto di estrema importanza è la costituzione di una Commissione paritetica, composta da venditori ed acquirenti, con il compito di definire un prezzo orientativo del vitello da ristallo collegato ai principali fattori economici della filiera e ad altri parametri di qualità indicati per esteso nell'accordo, a garanzia delle operazioni di compravendita.
Infine la coesione che si formalizza tra i diversi soggetti della filiera del ristallo dei vitelli di razza bovina Romagnola, è condizione di grande rilievo per la crescente specializzazione produttiva tra le diverse tipologie di allevatori, necessaria per mantenere ed accrescere i livelli di produzione e qualità che la razza Romagnola ha saputo raggiungere, anche grazie all'azione di promozione legata all'IGP "Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale".
Il ruolo fondamentale nell'accordo della O.P. BOVINITALY S.R.L., che raggruppa la gran parte degli operatori del settore, garantisce anche, oltre ai punti sopra citati, l'avvio di un sistema di assistenza tecnica e contrattuale a supporto dell'accordo quadro stesso.
La Regione Emilia-Romagna sostiene gli interventi che favoriscono la maggior competitività del sistema agroalimentare, anche attraverso relazioni interprofessionali positive come quella che ha portato a questo accordo quadro, ed intende fornire un efficace supporto nell'ambito delle politiche regionali, come già avvenuto con i progetti di filiera nel presente Piano regionale di Sviluppo Rurale, e come avviene con gli interventi di assistenza tecnica e di divulgazione, previsti dalla L.R. 28/98 e in quelli riconducibili allo sviluppo di attività commerciale, contrattuale e tecnico-economica che hanno per riferimento la L.R. 24/00.
fonte ermesagricoltura |