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Quote latte: si premia ancora l'illegalità Stampa E-mail
News - Zootecnia
vacca6(23 novembre 2009)
Si torna a parlare di quote latte su AgricolturaWeb, descrivendo il disappunto della Confederazione Italiana Agricoltori di fronte al provvedimento sul prelievo approvato definitivamente dalla Camera e contenuto nel decreto legge per l'attuazione degli obblighi comunitari.

Secondo la Cia, infatti, il decreto legge 25 settembre 2009, n. 135 va, ancora una volta, a premiare chi non rispetta le regole, nazionali e comunitarie, penalizzando invece quei produttori che si sono mossi sempre nella legalità, spesso con grandi sacrifici di carattere economico.

Il decreto consente agli allevatori che superano di gran lunga il proprio riferimento produttivo di non versare, né di garantire, il prelievo relativo alla produzione che verrà effettuata fuori quota sia nella corrente che nella prossima annata, se non in misura rispettivamente del 5 e 10 per cento. Invece, le aziende che hanno comprato e/o affittato quote latte -afferma la Cia- non potranno tassativamente superare la loro quota di oltre il 6 per cento e, comunque, dovranno versare mensilmente il 100 per cento del prelievo.

In sostanza, i produttori che hanno rispettato la legge (la stragrande maggioranza degli allevatori) pur operando in situazione sempre più grave e con una crisi che sta mettendo in ginocchio il settore lattiero-caseario, continueranno a non ricevere nulla. D'altra parte, chi ha aderito alla rateizzazione prevista dalla normativa precedente sarà costretto ancora a dover versare le proprie incombenze.

E dove sono finiti poi i 45 milioni di euro promessi dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia? Questi soldi, inseriti nella legge di nuova assegnazione delle quote latte per gli allevatori che hanno rispettato le norme approvate dal Parlamento, sembrano essere letteralmente svaniti nel nulla.
Quanto dovranno aspettare ancora gli allevatori?

 

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