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Galline ovaiole: le regioni chiedono un percorso per gli allevatori Stampa E-mail
News - Zootecnia

pulcinotesta(13 dicembre 2010)
Entro il 31 dicembre 2011, gli allevamenti di galline ovaiole dovranno adeguarsi alle più ampie e attrezzate "gabbie modificate", previste dalle due direttive dell'Unione Europea (n.1999/74 e n. 2002/04) per garantire un maggior benessere agli animali.

Tiberio Rabboni chiede un percorso che accompagni gli allevatori in questa fase, difficile e onerosa, e lo fa in un documento che le Regioni  hanno assunto nella riunione del Comitato tecnico permanente in materia di agricoltura e che porteranno all'esame della Conferenza Stato-Regioni.

La proposta è quella di varare - in accordo con il ministro della Salute e le stesse amministrazioni regionali - un programma di adeguamento degli allevamenti, fattibile e sostenibile da un punto di vista economico, e di garantire il proseguio dell'attività a tutti gli allevatori che dimostrino di aver intrapreso gli interventi strutturali richiesti per la fine 2011.

"La proposta delle Regioni - ha spiegato l'assessore Rabboni - trova le sue motivazioni nelle oggettive difficoltà degli allevatori a rispettare la scadenza del 31 dicembre 2011, dato che il numero delle gabbie modificate da introdurre è particolarmente elevato e la richiesta non può essere soddisfatta dalle poche ditte fornitrici presenti sul mercato. Inoltre il cambiamento delle gabbie impone delle variazioni strutturali degli allevamenti che, il più delle volte, richiedono iter autorizzativi che - pur con tutta la collaborazione degli enti competenti - allungano necessariamente i tempi di realizzazione delle trasformazioni".

Attualmente si stima che solo il 15% circa degli allevamenti abbia portato a termine le modifiche previste. In questa situazione il rischio paventato dalle Regioni è che, oltre a quello di possibili contenziosi giudiziari, molte aziende siano costrette a chiudere con pesanti conseguenze economiche e sociali.

 

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