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Cantine sociali di Romagna unite contro la crisi |
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News -
Vitivinicoltura
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(7 dicembe 2009) "La Cantina di Cesena è solida dal punto di vista economico e finanziario, oltre che patrimoniale. Il suo problema sta decidere 'cosa vuol fare da grande'".
Con queste parole l'assessore provinciale Gianluca Bagnara ha aperto l'assemblea dei soci della Cantina Sociale di Cesena, la quale la scorsa settimana ha saldato i conti del 2008 con una cifra media di soli 18 euro il quintale.
Un po' pochini, specialmente alla luce del fatto che, degli oltre 50.000 quintali di uva ritirati, ben 45 mila erano di Sangiovese Doc e destinati ad una produzione di qualità. Qualità che, i 18 euro al quintale lo confermano, di certo non paga. Superfluo dilungarsi su come i produttori abbiano preso questi dati: l'amarezza di aver curato un'uva doc che può rendere loro solamente 18, 20 o 25 euro ogni cento kg, può essere superata solo dalla preoccupazione per quanto sarà pagata tra un anno l'uva del 2009.
Ma ritornando al problema della Cantina, secondo Bagnara "già qualche indicazione è emersa, vale a dire l'intenzione di creare una piattafoma commerciale del Sangiovese insieme alle altre cantine della Romagna". Un'innovazione importante che non può più essere rinviata dato che, è evidente, Cesena non può più permettersi di proporre prodotti di qualità in modo efficace solo con le proprie risorse.
Come spiega Bagnara, infatti, "la situazione di Cesena è tutta particolare in quanto il 17% del prodotto viene venduto etichettato e al dettaglio e questo genera il 51% del fatturato. Ciò significa che la cantina ha intrapreso una strada di qualità, ma con le proprie forze non riesce a incrementare la collocazione dei suoi prodotti di punta. Ecco perché ritengo che sia indispensabile arrivare ad una commercializzazione regionale del Sangiovese di Romagna." |