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Non è più “boom” per il vino novello Stampa E-mail
News - Vitivinicoltura
grappoloevigneto(5 novembre 2010)
Il "boom" è finito. Il vino novello si ridimensiona enormemente. E così per quest'anno si annuncia un vero tracollo (meno 25-30 per cento rispetto al 2009) della produzione, ma a migliorare sarà sicuramente la qualità.
Da semplice moda, che all'inizio del Duemila contagiò milioni di italiani, si sta sempre più trasformando nell'acquisto di un prodotto con determinate caratteristiche e tipicità, ricercato da eno-appassionati e da intenditori. Da sabato prossimo 6 novembre e fino al mese di maggio saranno immesse sul mercato nazionale ed internazionale poco più di 5 milioni di bottiglie.

Le difficoltà per il "novello" si erano già manifestate negli ultimi due anni, ma il 2009 segna il livello produttivo più basso da quando, a fine degli anni '90, questo vino aveva fatto il suo ingresso prepotentemente nel carrello della spesa degli italiani, divenendo un fenomeno di massa.

Nel 2002 -ricorda la Cia- la produzione di "novello" toccò il suo picco storico sfiorando i 18 milioni di bottiglie. Ma già dal 2006 il consumo ha iniziato a calare con 15,5 milioni di bottiglie prodotte. E questa tendenza è proseguita sia nel 2007 che nel 2008 e si confermerà anche quest'anno. Dunque, meno produzione, ma sicuramente più qualità.

L'incidenza del "novello" sulla produzione enologica nazionale è dello 0,18 per cento e i prezzi per quest'anno -avverte la Cia- registrano una sostanziale stabilità rispetto ai precedenti dodici mesi. Vanno dai 3 ai 7 euro a bottiglia, ma anche con punte dell'8,50/9 euro.

Quella dei vini "novelli" -sostiene la Cia- è una piccola "nicchia" di mercato che trova le sue radici in vecchissime tradizioni locali di abbinamento di vini nuovi, ottenuti macerando a lungo le uve intere pressate sofficemente, ai frutti caratteristici dell'autunno, come castagne e marroni e piatti a base di funghi. Da queste tradizioni e prendendo anche spunto dai novelli francesi, è nata un'apposita normativa italiana che dagli anni Ottanta ha posto regole, come quella del primo giorno di vendita (il 6 novembre, appunto).

 

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