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Sugli OGM deciderà ogni Stato membro Stampa E-mail
News - Unione Europea
mais(13 luglio 2010)
Approvato oggi dalla Commissione Europea un pacchetto di nuove proposte per consentire agli stati membri di bandire sul proprio territorio la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm). Il presidente della Cia Giuseppe Politi giudica positivamente la decisione, che fa proprie le indicazioni del presidente Josè Manuel Barroso espresse nello scorso febbraio. L'agricoltura del nostro Paese non ha bisogno del transgenico. Da noi c'è una legge e va rispettata

"Finalmente una risposta chiara all'annoso problema degli Ogm in agricoltura. La Commissione Ue ha impresso una svolta molto importante alla sua strategia in materia di biotech. La proposta presentata oggi lascia, infatti, liberi i singoli paesi di scegliere se coltivare o meno sul loro territorio prodotti transgenici. Un atteggiamento che dimostra buonsenso, grande sensibilità nei confronti dei cittadini europei e pieno rispetto della sovranità nazionale".

Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi sulla posizione dell'esecutivo comunitario che, attraverso il pacchetto normativo presentato dal commissario alla Salute John Dalli, ha fatto proprie le indicazioni venute lo scorso febbraio dal presidente Josè Manuel Barroso.

"E un fatto estremamente positivo che -aggiunge Politi- il governo comunitario non abbia voluto imporre la coltura del biotech in Europa e, invece, abbia voluto riconoscere, l'autonomia dei singoli stati. Una proposta che non è azzardato definire storica e che prende atto della forte opposizione dei cittadini europei agli Ogm, dimostrata più volte.

"Per questa ragione -rileva il presidente della Cia- condividiamo pienamente la proposta illustrata oggi dal commissario Dalli che, di fatto, modifica le norme in materia di coltivazione degli organismi geneticamente modificati e le rende realmente rispondenti al principio di sussidiarietà. Lasciare liberi gli stati membri di decidere se desiderano coltivare o no Ogm sul loro territorio è un atteggiamento responsabile che conforta le nostre tesi su un argomento di così alto valore etico che non si può imporre dall'alto o per legge Ue, al contrario, una materia sulla quale ci deve essere la libera scelta dei cittadini".

"Una proposta, quella Ue, che rafforza la posizione del nostro Paese, dove -rimarca Politi- c'è una precisa legge che impedisce di seminare prodotti biotech e che, quindi, ogni violazione, va perseguita e condannata".

"Davanti a questo scenario non possiamo che ribadire -afferma il presidente della Cia- che l'agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha certo bisogno degli Ogm e che è possibile produrre colture proteiche libere da biotech, con beneficio per l'ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori.

La nostra contrarietà al biotech -rimarca Politi- non è ideologica. E' invece dettata dalla consapevolezza che l'utilizzazione degli organismi geneticamente modificati può annullare l'unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati: quello della biodiversità. Pertanto, non è una posizione oscurantista. Chiediamo alla scienza di continuare a contribuire alla crescita di questo tipo di agricoltura. E questo lo si può senza ricorrere agli Ogm, come, d'altra parte, è avvenuto fino ad oggi con risultati molto importanti. Per questo rinnoviamo al governo l'invito a mantenere la posizione assunta fin d'ora e d'impegnarsi per evitare che ci siano abusi contro una legge sulla quale si è espressa la maggioranza dei cittadini".

 

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