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Dall'UE 122 milioni di euro per l'agricoltura regionale Stampa E-mail
News - Unione Europea
fiori1(26 novembre 2009)
L'Unione Europea sembra apprezzare le proposte dell'Emilia Romagna per una burocrazia a "chilometro zero". L'UE ha infatti dato il via libera alle modifiche del Piano regionale di Sviluppo Rurale, misure che prevedono, tra le atre cose, laghetti interaziendali per l'irrigazione dei campi nei periodi di siccità; acquisto e gestione collettiva dei macchinari agricoli ed estensione della banda larga a tutte le zone rurali.

L'Europa ha inoltre approvato il piano finanziario che prevede, da qui al 2013, oltre 122 milioni di euro di risorse pubbliche aggiuntive che l'Emilia Romagna ha intenzione di trasformare, come dice l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni, in "una preziosa boccata d'ossigeno per le nostre imprese in un momento tra i più difficili per l'agricoltura italiana".

Questi fondi andranno quindi a risollevare alcuni importanti settori in crisi, come "il comparto del Parmigiano, cui destiniamo - dice Rabboni -  oltre 20 milioni di euro, ma anche a quello bieticolo-saccarifero al quale, a ristrutturazione conclusa, abbiamo potuto allargare i benefici del PSR".

Ma i fondi non saranno impiegati esclusivamente come sostegno, ma anzi verrà data ancora più importanza allo sviluppo importanza Rabboni ci tiene a sottolineare che la Regione percorrerà la strada dello sviluppo e della promozione di un'agricoltura sempre più verde e rispettosa dell'ambiente. "Con questi finanziamenti potremo continuare a innovare e qualificare la nostra agricoltura. La nostra scelta a questo riguardo è chiara ed è a favore di un'agricoltura moderna e avanzata, ma capace di diventare essa stessa presidio del territorio, del paesaggio, della biodiversità."

Rabboni ha anche ricordato che le modifiche approvate consentono di destinare ulteriori risorse agli interventi di miglioramento agroambientale, alla tutela della biodiversità, in particolare con il ripristino degli aiuti per gli allevatori dei bovini di razza romagnola a rischio di estinzione, e al finanziamento di impianti per la produzione di agro energie più grandi (fino a 1 megawatt di potenza) rispetto al passato. Le nuove risorse in arrivo sono comunitarie, statali e regionali.
 

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