(7 aprile 2010) Ancora di organismi geneticamente modificati, si parla. Una buona notizia per chi vede gli OGM come una minaccia: la firma al decreto anti-transgenico da parte del ministro della Salute. Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta positivamente il provvedimento, e coglie l'occasione per ribadire con forza che, all'agricoltura italiana, gli organismi geneticamente modificati proprio non servono.
"E adesso ci auguriamo che arrivi al più presto anche la firma del ministro dell'Ambiente dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo. Così si pone la parola fine ad una querelle che dura da alcune settimane e apertasi subito dopo il decreto anti-Ogm siglato dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. In questo modo si blocca definitivamente il biotech in agricoltura". Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta la controfirma del provvedimento da parte del ministro della Salute Ferruccio Fazio.
Politi ribadisce che "l'agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha bisogno degli Ogm. E, quindi, abbiamo accolto con apprezzamento il decreto che blocca nel nostro Paese le coltivazioni transgeniche".
"Questo decreto -sottolinea il presidente della Cia- l'avevamo sollecitato subito dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato. E, oggi, anche in seguito alle decisioni assunte a livello Ue, in particolare il via libera alla patata transgenica ‘Amflora', diventa ancora più importante avere una politica chiara su un argomento così delicato che investe la sfera etica".
"La contrarietà della Cia agli organismi geneticamente modificati -rimarca Politi- non è ideologica. Siamo, infatti, convinti che in Italia ed in Europa è possibile produrre colture proteiche libere da Ogm, con beneficio per l'ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori".
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