Area Riservata

Scopri i servizi esclusivi che AgricolturaWeb ha pensato per gli utenti registrati.
Inserisci username e password per accedere al tuo account.
Politi:"bisogna aggregarsi" Stampa E-mail
News - Agricoltura
politi(15 ottobre 2010)
Il Governo continua a ignorare la situazione dell'agricoltura italiana. Secondo Giueseppe Politi, Presidente di Cia, se il settore primario non è allo sbando è solo grazie agli agricoltori stessi, i quali "non hanno rinunciato ad essere imprenditori"

"E' assurdo che il governo prosegua nel suo assordante silenzio nei confronti di un'agricoltura in grandissimo affanno, di un'agricoltura che ha enormi potenzialità e che, invece, viene penalizzata dalla mancanza di misure concrete, di politiche veramente efficaci. Sono ormai due anni - aggiunge Politi - che il settore primario è caduto nel completo dimenticatoio. Solo tanti annunci, ma assolutamente nulla di tangibile. E per le aziende è 'rosso fisso'. Un quadro estremamente allarmante".

"Durante la recente Conferenza economica di Lecce abbiamo sostenuto che l'agricoltura italiana non è allo sbando proprio perché gli agricoltori non hanno rinunciato ad essere imprenditori. I problemi, però, sono gravi e richiedono -rileva il presidente della Cia- immediati e validi interventi. Questo, tuttavia, viene completamente ignorato dal governo. E' un atteggiamento che non possiamo più tollerare. Siamo pronti a dare battaglia in difesa dei produttori che non possono più operare tra mille difficoltà e profonde incertezze".

"La Giunta della Cia - prosegue Politi - si riunirà lunedì prossimo 18 ottobre a Roma per analizzare la situazione e deciderà la ripresa della nostra mobilitazione, con iniziative sull'intero territorio nazionale e a Roma. Vista la gravità del panorama agricolo, rinnoviamo l'invito a tutte le altre rappresentanze dell'agricoltura italiana ad abbandonare gli arroccamenti e le inutili contrapposizioni e di manifestare in maniera unitaria nel Paese, proprio per rendere ancora piu' forte la voce di protesta degli agricoltori."

"Non si tratta di una rinuncia delle rispettive identità e autonomie, ma è il momento - conclude il presidente della Cia - di aggregare il più possibile una rappresentanza sempre più frammentata e, dunque, sempre più debole. L'attuale situazione richiede, al contrario, compattezza e maggiore potere contrattuale. Ci rivolgiamo, pertanto, alle altre organizzazioni agricole, alle centrali cooperative, ma soprattutto agli agricoltori italiani, per lavorare, in questo delicato frangente, per l'unità nelle campagne e nella società".
 

Devi essere registrato per aggiungere i commenti e per accedere alla sezione allegati di questo articolo