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Ancora crisi..ma un flebile segnale di ripresa c'è Stampa E-mail
News - Agricoltura
campograno(20 maggio 2010)
L'agricoltura italiana sta pian piano rialzando la testa. I segnali positivi relativi alla produzione (piu' 2 per cento nel primo trimestre dell'anno rispetto ai precedenti tre mesi del 2009) e per il valore aggiunto (piu' 2,5 per cento) sono veri e propri raggi di sole, anche se per le imprese il barometro segna sempre tempo brutto.

Parlando di redditi emergono infatti situazioni decisamente difficili (meno 20,6 per cento lo scorso anno). Se a questo si aggiungono poi i prezzi sui campi in picchiata (meno 7 per cento nel primo trimestre 2010 nei confronti dell'analogo periodo del 2009) e i costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti (piu' 12 per cento nel 2009), per le imprese il futuro si prospetta tutt'altro che roseo.

Queste le conclusioni di Cia-Confederazione italiana agricoltori, delineate sulla base degli ultimi dati Ismea: la fotografia di settore ancora in grave crisi, con molte aziende sull'orlo del tracollo e con prospettive future molto incerte.

La crescita della produzione e del valore aggiunto, quindi, non modificano lo scenario agricolo nazionale. Si tratta -avverte la Cia- di semplici recuperi rispetto ai crolli che si sono avuti negli ultimi due anni. Aumenti che non compensano affatto quanto le imprese agricole hanno perso in termini economici. Basta vedere l'andamento del valore aggiunto per comprendere la complessita' dei problemi che attanagliano le campagne italiane: negli ultimi cinque anni si e' avuta una flessione che supera il 6 per cento
 

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