Area Riservata

Scopri i servizi esclusivi che AgricolturaWeb ha pensato per gli utenti registrati.
Inserisci username e password per accedere al tuo account.
Aumentano i danni nei campi causati da bestie selvatiche Stampa E-mail
News - Agricoltura
storno

(8 febbraio 2010)
Aumentano i danni nei campi della provincia di Forlì-Cesena causati da animali selvatici, disagi che nel 2008 sono stati stimati in oltre 221mila euro. Una situazione che sarà ancora peggiore quando si sapranno le cifre relative al 2009, ancora in fase di elaborazione.

Ulteriore problema per gli agricoltori, quindi, che oltre alla difficoltà di far quadrare i conti con le proprie prodiuzioni, spesso si vedono distrugere intere coltivazioni dalla fauna che batte il territorio.

Ma di quali animali stiamo parlando? E quali sono stati i pericoli più grandi? Presto detto, secondo i dati della regione, dei 221.124 euro totali, 70 mila euro di danni sono stati provocati dal cinghiale, 42 mila dallo storno, 18 mila dal capriolo, 13 mila dalla lepre, 10 mila dai passeri e altre 10 mila dai cervi, 9 mila da istrice e 7 mila da verdone, sernza poi elencare nel dettaglio i problemi causati da specie come scoiattoli , daini e gazze.

Nel 2009 gli agricoltori vedranno però anche aumentare la percentuale di indennizzo prevista dalla regione, e potranno contare su un rimborso che passerà dal 50% all'80% dei danni subiti.
Una miglioria, certo, che però non soddisfa le esigenze di tutela totale del lavoro nei campi.

Si è parlato anche di caccia aperta per più mesi e, nei giorni scorsi, il senato ha approvato l'articolo 38 della della legge Comunitaria che, di fatto, cancellerebbe i limiti della stagione venatoria (attualmente il periodo va dal 31 settembre al 31 gennaio).

Una decisione che ha scatenato le ire degli animalisti e che ha fatto ragionare sull'argomento tutte le associazioni agricole.

"Se la legge è impostata nell'ottica di ridurre i danni da fauna selvatica, dice Maurizio Solfini, presidente di CIA Forlì-Cesena, si può ragionare. Di certo va rivista anche la legge regionale perché tra ungulati, storni e nutrie in passato abbiamo avuto tantissima danni che non sono stati pagati neppure al 50%"

 

Devi essere registrato per aggiungere i commenti e per accedere alla sezione allegati di questo articolo