(4 dicembre 2009) È inutile, tocca sempre a contadino! Quando c'è la necessità di eseguire un'opera pubblica, questa viene sempre ubicata nelle zone agricole e chi ne fa le spese lo capiamo subito. L'abbiamo detto e ripetuto tante volte, gli agricoltori non sono contro le opere pubbliche,
sanno bene che la maggior parte di esse concorre ad un miglioramento complessivo delle condizioni di tutti.... ma perché sempre e solo gli agricoltori devono essere le vittime di queste situazioni?
Abbiamo mai visto una zona artigianale o commerciale investita da un esproprio per una strada o altro? Mai. La considerazione che si fa sempre è che si passa di lì perché non c'è niente, quindi il danno è minore e si fa prima. Ecco quindi che, paradossalmente, più l'Ente è efficiente, cioè produce e fa interventi pubblici, e più le campagne ci rimettono. Intanto, a nostro parere, sarebbe necessario che la cultura del recupero e dell'utilizzo delle aree interne ai centri diventasse l'obiettivo e la meta di tutti gli Enti. Cosa che ancora sinceramente non succede.
Poi comunque occorrerebbe che chi ha il compito di predisporre e progettare opere di interesse pubblico, tenesse conto anche del fatto che su quei terreni "agricoli" vi sono attività imprenditoriali, vi sono lavoratori dipendenti, vi sono famiglie che campano dell'attività agricola di coltivazione di quello stesso terreno.
Ma andiamo oltre. Logica vorrebbe che a fronte di un beneficio di tutta la comunità per l'opera in realizzazione, l'agricoltore non debba essere espropriato del suo terreno e del suo lavoro, o almeno che, nel caso, fosse previsto un congruo ristorno del danno che va a subire.
E INVECE NO! Le attuali procedure di esproprio, anche se velocizzate dall'applicazione del Testo Unico degli espropri, sono comunque lunghe, complicate e non completamente ristoratrici del danno subito.
L'automatica applicazione dei VAM (valori agricoli medi) non copre infatti il reale danno che l'azienda agricola va a subire, fatto che comporta un secondo livello di contenzioso attraverso la Commissione Provinciale Espropri e, a volte, anche il ricorso alla Corte di appello. Il tutto con dei tempi relativamente lunghi, che si trasformano in una situazione di mancato reddito per l'azienda, non coperta dal rimborso danni.
Occorrebbe al riguardo una coscienza diversa, un'altrettanto diversa metodologia di calcolo dei danni e un sistema di ristorno danni che comprendesse (a volte) anche lo strumento urbanistico, con cambi di destinazione del terreno restante alla proprietà.
Oltretutto abbiamo a che fare con una molteplicità di Enti che fanno espropri e che si comportano in maniera assolutamente diversa l'uno dall'altro: Comune, Provincia, Regione, Autostrade spa, Snam, Canale Emiliano Romagnolo, Acquedotto di Romagna ecc .. Ognuno attiva la procedura espropriativa con un suo metodo, a volte molto diverso da quello degli altri ( anche dal punto di vista del trattamento economico), generando una continua rincorsa alla scoperta dei sistemi usati e, soprattutto, un grande disorientamento fra gli agricoltori.
Vi sono addirittura Enti che, nonostante il gran proliferare di rotonde, allargamenti di strade provinciale e altre attività espropriative, hanno depotenziato il loro ufficio espropri (vedi la Provincia di Forlì-Cesena). Il risultato è che le pratiche per il pagamento degli indennizzi stagnano per tempi biblici, non più tollerabilii neanche per gli standard di un'Amministrazione Pubblica.
Continueremo a ripetere queste cose a tutti gli Enti ed in ogni incontro pubblico. In questi giorni lo stamo ribadendo all'Ufficio Tecnico di Bacino dei Fiumi Romagnoli, ente he sta eseguendo un esproprio per lavori di risagomatura e messa in sicurezza del fiume Uso. Lo stiamo facendo presente anche alla SNAM. che sta attivando il metanodotto che va da Sestino (AR) fino a Minerbio (BO) e che attraversa con una servità larga 40 metri, i territori dei comuni di Sarsina, Mercato Saraceno, Cesena, Bertinoro e Forlì.
E andremo avanti su questa linea nei confronti di tutti coloro che intendano occupare il territorio con interventi di carattere e interesse pubblico, ma che poi finiscono per penalizzare gli agricoltori.
Werther Vincenzi |