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Passo avanti sul Fondo di solidarietà Stampa E-mail
News - Agricoltura

spigha4(4 dicembre 2009)
Stanziati 250 milioni di euro per il Fondo di solidarietà nazionale a copertura delle calamità naturali. Questo, in sistanza, il contenuto degli emendamenti alla manovra economica per il 2010, attualmente in fase di discussione alla Camera.

Il presidente della Confederzione Italiana Agricoltori Giuseppe Politi non può che dirsi soddisfatto per quello che considera "soltanto un primo passo avanti", seppur di importanza cruciale.

Anche se la mobilitazione della Cia su scala nazionale comincia quindi a dare i suoi frutti, non è di certo il caso di sedersi sugli allori poiché, afferma Politi,  "molti ancora i problemi che restano aperti e che richiedono subito immediate risposte".

Rimangono infatti insoddisfacenti e parziali le risposte del governo a molte delle esigenze degli agricoltori, come il problema relativo ai contributi previdenziali; la questione dell’ “accisa zero” sul gasolio e dell’Iva sui carburanti.

Rinnovato inoltre l'appello alla convocazione del Tavolo agroalimentare e della dichiarazione dello stato di crisi.

"Le risorse previste per il Fondo, che non devono essere utilizzate per altre ‘voci', non sono certo sufficienti per coprire in maniera adeguata le esigenze dei produttori agricoli. In ogni caso, è un segnale importante che -avverte Politi- qualcosa nei confronti dell' agricoltura si sta muovendo. E questo grazie alla nostra mobilitazione sull'intero territorio nazionale attraverso la quale abbiamo denunciato sia alle istituzioni che all'opinione pubblica la gravità della crisi che stanno attraverso migliaia di imprese, oppresse da costi produttivi, contributivi e burocratici asfissianti e da un crollo verticale dei prezzi praticati sui campi. Una mobilitazione che proseguirà, anche con iniziative promosse con altre organizzazioni".

"Insomma, una risposta -sottolinea il presidente della Cia- molto parziale. C'è, infatti, bisogno di altri interventi per dare reali sostegni alle aziende agricole. In particolare, occorre stabilizzare la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna. Un'agevolazione da allargare a tutti quei settori che fanno i conti con una profonda crisi".

"Altro elemento fondamentale per fronteggiare la delicata situazione in cui versano le aziende -rimarca Politi- è quello di estendere a tutte le attività agricole e zootecniche l' ‘accisa zero' per il gasolio, comprese, quindi, le colture sotto serra, che l'Ue vuole cancellare e sulla quali serve un chiarimento da parte delle nostre istituzioni preposte. Ad esso si deve necessariamente aggiungere la riduzione al 4 per cento dell'aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività a tutto il 2010".

"In ogni modo, al di là della finanziaria, per la quale auspichiamo un cambiamento di rotta nei confronti dell'agricoltura, rinnoviamo l'appello al governo affinché -ribadisce il presidente della Cia- convochi al più presto il Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi, per discutere con tutti i protagonisti della filiera le misure e le strategie per far uscire dal coma profondo il settore agricolo, e si proceda alla dichiarazione dello stato di crisi. Una procedura necessaria per far slittare tutte le scadenze, contributive e fiscali, alle quali gli agricoltori, vista la persistente difficoltà economica, non sono in grado di assolvere".

 

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