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Tutto tace, ma la Sharka c'è! Stampa E-mail
News - Agricoltura

logociabianco(3 dicembre 2009)
Dal 1997 nel cesenate è stata introdotta una strana parola con la KAPPA la "Sharka", una maledetta malattia che ha determinato l'espianto di un gran quantità di piante da frutto, in particolare nell'area cesenate.


Proviamo ricostruire la storia di questa malattia.
Nel 1997 il Servizio Fitosanitario della Regione ha visitato 175 aziende con 1.182 analisi effettuate e da allora, anno dopo anno, c'è stato un progressivo aumento di visite e di relative analisi.
Nel 2009 sono state visitate 366 aziende, per un totale di 1.541 analisi fatte.

Le aziende infette da Sharka in provincia di Forli’- Cesena sono state:

 

Anno 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Aziende infette

in provincia
23 31 46 47 84 77 66 79 67 68 78 116 102


Tirando le somme, nel 2009 nella nostra provincia le aziende visitate sono state 150, con circa 950 analisi effettuate, e i focolai di Sharka identificati sono stati ben 102, di cui 40 in aziende che avevano avuto già in passato la malattia.
I restanti 62  rappresentano invece infezioni completamente "nuove".
E' proprio questo ultimo dato che spaventa e che deve fare riflettere: se si facessero analisi in tutte le aziende del cesenate, quanto sarebbe veramente grande il fenomeno della Sharka sul territorio?

E' possibile pensare che non ci sia niente altro da fare che abbattere le piante? (oltre 120.000 piante fruttifere sono state abbattute in provincia dal 1997 ad oggi)

E' possibile pensare che la frutticoltura cesenate, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, sia destinata ad essere completamente distrutta da questa malattia?

E' possibile pensare che il mondo agricolo nel suo complesso non abbia ancora affrontato il problema, attivando forme di autotutela degli stessi produttori? Ad esempio si potrebbe costituire un fondo di mutua solidarietà per chi si trova con l'obbligo di estirpare.

E' possibile che tutto il mondo esterno al settore agricolo non sappia niente di questa malattia che rovina la nostra produzione ortofrutticola di pregio?

Noi di Cia, purtroppo, queste risposte non le abbiamo.
Abbiamo però la caparbietà di proporre e riproporre con forza le domande, per far sì che anche la Sharka sia finalmente inserita nella lista dei problemi da affrontare e da risolvere al più presto.

Werther Vincenzi

 

 

 

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