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I pensionati scrivono ai parlamentari e al governo: 100 mila lettere Stampa E-mail
News - Agricoltura

anzianit(27 novembre 2009)
Lavoro extra per i postini italiani. Sono stati loro, infatti, a recapitare le migliaia e migliaia di lettere indirizzate personalmente ad ognuno dei 630 deputati, a 315 senatori del Parlamento italiano, al presidente del Consiglio e ai ministri del Governo Berlusconi.


A scriverle sono stati i pensionati aderenti al Cupla, il Coordinamento unitario pensionati del lavoro autonomo, di cui fa parte anche l'Associazione nazionale pensionati della Cia, chiedendo misure urgenti per far fronte al disagio economico e alla carenza dei servizi sanitari di cui sono vittime.

Una singolare iniziativa per ricordare, a chi ha il potere di cambiare le cose, che la condizione economica e sociale dei pensionati è sensibilmente peggiorata negli ultimi anni, divenendo tanto insostenibile che una buona percentuale di essi è caduta in uno stato di povertà assoluta e ha difficoltà persino ad acquistare i generi di prima necessità.

I provvedimenti finora assunti dai vari governi hanno trascurato gli anziani e le poche misure ad essi rivolte si sono rivelate assolutamente inadeguate. Servono interventi urgenti a sostegno del reddito e bisogna rendere più efficiente l'accesso ai servizi sanitari con una maggiore attenzione alla non autosufficienza.

Ecco il testo della lettera.

Le scrivo per parlarLe della situazione di milioni di pensionati che, come me, hanno visto negli ultimi anni peggiorare la propria condizione economica e sociale.

Soprattutto dopo l'entrata in vigore dell'Euro, noi pensionati abbiamo dovuto affrontare aumenti enormi dei costi dei generi di prima necessità, e soprattutto di quelli alimentari e per la casa di abitazione, con pensioni che perdevano progressivamente potere di acquisto e che adesso non ci consentono più di gestire la nostra vita in modo dignitoso. Molti di noi sono caduti in uno stato di vera povertà e non riescono ad acquistare neppure i generi di prima necessità.

Le facciamo anche presente che spesso dobbiamo trascurare la nostra salute, non solo per il costo dei tickets sanitari, ma anche perché si sono allungate le attese per le visite e gli esami nelle strutture pubbliche e non ce la facciamo a pagare medici privati.

In caso di non autosufficienza, poi, viviamo in una condizione di umiliazione e di grande precarietà, sia perché è carente l'assistenza domiciliare, sia perché dobbiamo far affidamento sui familiari per pagare i costi delle badanti.

Quanto i vari Governi hanno fatto per cercare di arginare il disagio degli anziani non è valso a molto e adesso, con la crisi economica, la situazione sta ulteriormente peggiorando.

Le chiedo, pertanto, che il Governo da Lei autorevolmente presieduto adotti con urgenza provvedimenti concreti e avanzo le seguenti proposte:

- revisione dei criteri per la rivalutazione automatica delle pensioni (paniere ISTAT mirato ai consumi degli anziani, aggancio alla dinamica salariale); agevolazioni fiscali per il recupero di almeno una parte del potere di acquisto perduto; erogazione dell'Assegno per il Nucleo Familiare anche per i pensionati ex lavoratori autonomi; potenziamento degli strumenti di contrasto alla povertà (Social Card, Bonus famiglie, etc,);

- adeguato finanziamento del Fondo per la non autosufficienza e detrazione fiscale dell'intero costo delle badanti;

- salvaguardia dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza sanitaria e definizione dei livelli di assistenza sociale in un quadro di welfare pubblico.

 

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