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Grande sit-in degli agricoltori a Roma Stampa E-mail
News - Agricoltura
bandieracia(25 novembre 2009)
"Scendiamo in piazza perché vogliamo 'soldi veri' per il settore primario, per le imprese. Come è stato fatto per altri comparti produttivi, anche per l'agricoltura ci deve essere un valido flusso di risorse. Non a caso, abbiamo chiesto al premier Silvio Berlusconi e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia che venga dichiarato lo stato di crisi per la nostra agricoltura. Ciò permetterebbe di rinviare il pagamento di tante scadenze contributive e fiscali che oggi gli imprenditori agricoli non sono in grado di assolvere".

Con queste parole Giuseppe Politi sintetizza le motivazioni che nella giornata di ieri hanno portato a Roma più di 5 mila agricoltori provenienti da tutta Italia. I manifestanti si sono radunati in due grandi sit-in: il primo davanti a Montecitorio, dove si sta discutendo la Finanziaria, il secondo in via XX Settembre davanti a due ministeri, quello dell'Agricoltura e quello dell'Economia per richiedere interventi incisivi a favore di un settore messo in ginocchio dalla crisi economica che quest'anno ha portato alla chiusura di 30 mila aziende e rischia di farne chiudere altre 100 mila.



"Ormai -ha aggiunto Politi- siamo in una situazione di piena emergenza. Le imprese agricole non riescono più a sostenere i pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici. Oneri che pesano come macigni sulla gestione aziendale. Oltretutto, c'è un continuo e drammatico crollo dei prezzi praticati sui campi. Un mix esplosivo che sta tagliando inesorabilmente i redditi dei produttori che incontrano sempre più difficoltà e ostacoli. Uno scenario drammatico al quale bisogna porre al più presto gli adeguati ripari.

Purtroppo, sino ad ora l'attenzione verso il settore da parte del governo è stata scarsissima. In quest'ultimo anno è stato fatto poco e nulla. E questo ci ha spinto a promuovere la mobilitazione. Vogliamo al più presto risposte valide. Non ci bastano più le promesse, tante e tutte rimaste tali".


 

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