(3 settembre 2010) Con Sentenza 30 giugno 2010, n. 15566, la Corte di Cassazione ha precisato che qualora un terreno edificabile, adibito all'esercizio dell'attività agricola da parte di un coltivato...
(7 giugno 2010) Con Risoluzione 17 maggio 2010, n. 36/E, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che per fruire in regime agevolato dell'imposta di registro, catastale ed ipotecaria la piccola proprietà...
(25 novembre 2009) "Scendiamo in piazza perché vogliamo 'soldi veri' per il settore primario, per le imprese. Come è stato fatto per altri comparti produttivi, anche per l'agricoltura ci deve essere un valido flusso di risorse.
Non a caso, abbiamo chiesto al premier Silvio Berlusconi e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia che venga dichiarato lo stato di crisi per la nostra agricoltura. Ciò permetterebbe di rinviare il pagamento di tante scadenze contributive e fiscali che oggi gli imprenditori agricoli non sono in grado di assolvere".
Con queste parole Giuseppe Politi sintetizza le motivazioni che nella giornata di ieri hanno portato a Roma più di 5 mila agricoltori provenienti da tutta Italia. I manifestanti si sono radunati in due grandi sit-in: il primo davanti a Montecitorio, dove si sta discutendo la Finanziaria, il secondo in via XX Settembre davanti a due ministeri, quello dell'Agricoltura e quello dell'Economia per richiedere interventi incisivi a favore di un settore messo in ginocchio dalla crisi economica che quest'anno ha portato alla chiusura di 30 mila aziende e rischia di farne chiudere altre 100 mila.
"Ormai -ha aggiunto Politi- siamo in una situazione di piena emergenza. Le imprese agricole non riescono più a sostenere i pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici. Oneri che pesano come macigni sulla gestione aziendale. Oltretutto, c'è un continuo e drammatico crollo dei prezzi praticati sui campi. Un mix esplosivo che sta tagliando inesorabilmente i redditi dei produttori che incontrano sempre più difficoltà e ostacoli. Uno scenario drammatico al quale bisogna porre al più presto gli adeguati ripari.
Purtroppo, sino ad ora l'attenzione verso il settore da parte del governo è stata scarsissima. In quest'ultimo anno è stato fatto poco e nulla. E questo ci ha spinto a promuovere la mobilitazione. Vogliamo al più presto risposte valide. Non ci bastano più le promesse, tante e tutte rimaste tali".
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