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Prepariamo una grande mobilitazione: così Politi chiude la Conferenza Economica Stampa E-mail
News - Agricoltura
bandieracia(5 ottobre 2009)
"L'agricoltura non puo' essere ulteriormente ignorata. prendiamo atto degli impegni assunti sia dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia. attendiamo, pero', immediati e concreti interventi che permettano di fornire un solido sostegno alle imprese agricole che oggi vivono una fase di grande emergenza."

"La nostra pazienza e' al limite. Se non ci sara' un atteggiamento nuovo da parte del governo, la mobilitazione, peraltro gia' decisa, sara' ferma e determinata. si sviluppera' con iniziative sull'intero territorio nazionale per ottenere i legittimi diritti di centinaia di migliaia di agricoltori che devono essere considerati alla stregua delle altre categorie produttive del paese".

Il Presidente della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori Giuseppe Politi, conclude la terza Conferenza Economica  in maniera decisa, parlando di una mobilitazione che conivolgerà le maggiori organizzazione agricole a livello nazionale. Le promesse fatte dalle istituzioni sono rimaste tali e, secondo il presidente di Cia, sembra che i bisogni dei produttori agricoli siano ignorati da chi ha il potere di decidere le sorti dell'agricoltura italiana. Solo una grande manifestazione, dunque, potrà far arrivare la voce degli agricoltori non solo al governo, ma a tutti i citrtadini italiani.

"Nella conferenza di Lecce -ha aggiunto Politi- abbiamo affrontato con grande realismo i problemi del settore primario. Abbiamo avuto il conforto delle istituzioni europee, nazionali e locali che hanno sottolineato, ai vari livelli, l'esigenza di una politica piu' incisiva e propulsiva nei confronti dell'agricoltura. Non solo. Lo stesso confronto con le altre componenti della filiera (industria, cooperazione, mercati all'ingrosso, commercio) ha permesso di focalizzare le questioni che attualmente condizionano l'interprofessione e che hanno riflessi anche pesanti, in termini di rincari dei prezzi, sui consumatori. Da tutti, comunque, abbiamo riscontrato l'esigenza di rapporti piu' stretti proprio per evitare quegli squilibri, in molti casi eclatanti, che caratterizzano il mercato".

"Da parte del governo - ha proseguito - devono venire risposte diverse dal passato, come hanno annunciato alla nostra conferenza economica sia il Premier che il Ministro Zaia. Occorre andare oltre la legge finanziaria per il 2010, che non tiene affatto conto delle difficolta'. E visto che i sei decreti anticrisi varati nei mesi scorsi non hanno incisiso per nulla sul settore, e' venuta l'ora di programmare azioni mirate nei confronti delle imprese".

"Su tre fronti -ha avvertito politi- occorre agire immediatamente. Vanno trovate le risorse per finanziare il fondo di solidarieta' nazionale per le calamita' naturali. Occorre, inoltre, predisporre la fiscalizzazione degli oneri sociali e ripristinare il 'bonus serra'. Sono interventi sui quali non si puo' continuare a tergiversare. Il presidente Berlusconi si e' impegnato in prima persona sul fondo. ora trasformi in atto tangibile questa promessa".

"Comunque, le nostre richieste non riguardano solo l'emergenza. quello che sollecitiamo -ha rilevato il Presidente della Cia- e' un nuovo progetto di politica agraria. e questo deve essere il compito della conferenza nazionale sull'agricoltura e lo sviluppo rurale che va svolta in tempi rapidi. Di qui la nostra sollecitazione al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia affinche' sia coerente e mantenga l'impegno, preso ad inizio legislatura, di avviare i lavori preparatori della conferenza".

"La nostra mobilitazione -ha sostenuto il presidente della Cia- resta, tuttavia, confermata. abbiamo anche rinnovato l'appello per azioni comuni a tutte le organizzazioni agricole e cooperative, e in particolare a Confagricoltura e Copagri, che hanno condiviso con noi, in molte iniziative territoriali, la protesta degli agricoltori nei confronti dei gravi problemi che attanagliano il settore. In tale contesto, non e' esclusa una manifestazione di carattere nazionale. Vogliamo far sentire, in modo vibrante, la voce dei produttori agricoli italiani, che sono stanchi di restare inascoltati, anche quando le questioni assumono contorni drammatici, come quelli attuali".
 

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