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Tre misure per risollevare il mercato delle Pesche e Nettarine di Romagna Stampa E-mail
News - Agricoltura
pesche(29 giugno 2011)
Per l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni sono tre le azioni necessarie a salvare il mercato delle pesche e nettarine, caratterizzato da un forte calo della domanda e da prezzi che non riescono nemmeno a coprire i costi di produzione sostenuti dagli agricoltori.

Ecco dunque le richieste che l'Emilia-Romagna rivolge al Governo:

  • Bisogna inserire pesche e nettarine tra le specie ortofrutticole che possono accedere ai contributi straordinari stanziati dalla UE per far fronte ai danni provocati dall'allarme Escherichia coli;
  • Sollecitare la grande distribuzione organizzata affinché superi il diniego alla firma dell'accordo con i produttori di pesche e nettarine per evitare l'immissione sul mercato di prodotti di bassa qualità e pratiche commerciali scorrette.
  • Instituire un coordinamento nazionale delle azioni di ritiro di prodotto invenduto già previste e finanziate dall'Unione europea con l'organizzazione comune di mercato ortofrutticola.

Altrimenti, per Rabboni "si rischia il paradosso: buona produzione e prezzi non remunerativi".A questo proposito l'assessore regionale ha scritto al Ministro delle politiche agricole Saverio Romano chiedendo un incontro urgente.

"Le difficoltà - prosegue l'assessore - nascono soprattutto dal calo della domanda che è determinato da tre concause: psicosi da batterio, calo dei redditi e brutta stagione nei paesi d'esportazione. In più il ritardo di maturazione del prodotto spagnolo, lo sovrappone a quello italiano, ingolfando e sovraccaricando il mercato europeo".

"Se vogliamo strappare qualche risultato utile per i produttori dobbiamo utilizzare in modo sinergico tutte le possibilità di intervento in grado di ridurre l'immissione sul mercato di prodotto eccedente e soprattutto di bassa qualità. Per questo - ha aggiunto Rabboni - chiediamo al Ministro di intervenire direttamente in tre direzioni: verso la grande distribuzione perchè si responsabilizzi sulle conseguenze irreversibili che questa situazione può avere sul comparto e sottoscriva senza ulteriori indugi l'accordo interprofessionale per la qualità del prodotto commercializzabile; verso le organizzazioni di prodotto di tutte le Regioni italiane perchè utilizzino tutte le risorse europee disponibili per ritirare dal mercato il prodotto destinabile agli indigenti o alle produzioni agroenergetiche; verso il Commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, perché includa le pesche e le nettarine tra le produzioni indennizzabili attraverso lo stanziamento europeo dei 210 milioni per l'Escherichia coli."

 

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