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Petrolio: il caro-gasolio mette a rischio il futuro di migliaia di serre. Stampa E-mail
News - Agricoltura
fiori1(23 febbraio 2011)
Allarme "caro-gasolio". A lanciarlo è la Cia, ribadendo l'esigenza delle agevolazioni per gli agricoltori, specialmente per quelli in possesso di strutture serricole. Con il prezzo del barile arrivato ad oltre 100 dollari si rende indispensabile un provvedimento immediato che vada a coprire il pasticcio del "Milleproroghe".

Ormai è sempre più a rischio il futuro di migliaia di serre. Il "caro-gasolio" -alimentato dal prezzo record del petrolio (che ha superato abbondantemente i 100 dollari al barile) e sul quale sta avendo un peso determinante la situazione esplosiva dei Paesi del Nord Africa, a cominciare dalla Libia- sta avendo conseguenze drammatiche per il settore.

Solo nel mese di gennaio si è avuta un'impennata di oltre il 15 per cento del prezzo del carburante agricolo. Un'impennata su cui pesa in maniera rilevante anche il mancato ripristino dell'"accisa zero", che avrebbe dato una "boccata d'ossigeno" agli imprenditori agricoli. Le aziende, invece, vedono i loro conti in "profondo rosso", aggravati da onerosi costi produttivi e da quelli contributivi e burocratici.

E così molte aziende floricole e orticole sono ormai sull'orlo del baratro e corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. A lanciare l'allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia una situazione di grande incertezza e di forte preoccupazione tra i produttori.

La stagione invernale, oltretutto, ha fatto crescere il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò -avverte la Cia- sta determinando un incremento di consumi di carburante, con il relativo aggravio nella gestione delle imprese.

Per questa ragione, la Cia ribadisce l'esigenza della reintroduzione del "bonus gasolio". Ecco perché è fondamentale che un provvedimento ad hoc straordinario venga al più presto predisposto, recuperando quanto non fatto, prima, con la legge di stabilità e, poi, con il "Milleproroghe", sul quale, peraltro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha mosso giusti rilievi costituzionali.

L'importante, comunque, è che si proceda con un intervento che sia compatibile con le norme Ue, evitando così un'ulteriore querelle come quella che, sotto la spinta della Commissione europea, ha provocato l'abolizione dell'agevolazione. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell'orto-florovivaismo e non solo.

D'altra parte, l'agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del "caro-gasolio", le cui quotazioni stanno attualmente registrando una drammatica impennata e vanno ad incidere pesantemente non solo sulla gestione delle serre, ma anche su quella delle altre imprese agricole.


 

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