Le malattie della vite Stampa E-mail
Aree Tematiche - Vitivinicoltura

Le malattie della vite non sono solo di origine crittogama o parassitaria, ma comprendono tutte quelle alterazioni degli organi della pianta dovute ad avversità atmosferiche e a carenze alimentari che provocano disturbi fisiologici manifesti, alterazioni che vengono più propriamente chiamate ampelopatie. L'instaurarsi delle malattie è totalmente legato alle condizioni che favoriscono lo sviluppo delle piante ed è per questo che la loro diffusione è associata a diversi fattori: il microclima che circonda la pianta può permettere lo sviluppo di determinate fisiopatie così come il terreno, l'esposizione, la forma di allevamento, le varie fasi vegetative e i vari organi della pianta, possono facilitare o meno un determinato patogeno o parassita.

Acinellatura
Alterazione consistente nella produzione di acini che non raggiungono le dimensioni tipiche ma, nel grappolo, appaiono talora più grossi del diametro normale taluni inferiori o molto piccoli. Di solito l'alterazione assume maggiore valore negativo per la produzione.
Altiche
Questa malattia deriva da ALTICINI, una famiglia di insetti Crisomelidi. Essi provocano danno in quanto scheletrizzano le foglie. La lotta contro gli alticini si attua in genere con irrorazioni arsenicali.
 
Fillossera
La malattia è provocata da un afide (Phylloxera vastatrix) che sui vitigni europei attacca solo le radici fino a portare la pianta alla morte. I danni sono gravissimi, in quanto si manifesta il deperimento della pianta quando l'attacco alle radici è allo stadio finale e la morte della vite è ormai inevitabile. L'unico mezzo di lotta consiste nell'innestare le viti europee su piede americano, il quale resiste meglio alla malattia e non presenta degenerazioni sulle radici.
Muffa grigia o Botrite 
Il fungo (Sclerotinia fukeliana o Botrytis cinerea) colpisce soprattutto i grappoli, specie in alcuni ambienti e su particolari forme di allevamento (tipo tendone) dove l'aria circola difficilmente; adottando, specie nei climi umidi, vitigni con grappoli spargoli e con una notevole resistenza della buccia (es. Pinot e Tokai); somministrando razionali concimazioni in cui abbondi il potassio e non ci sia un eccesso di azoto (quindi poco letame). I prodotti usati per la lotta chimica sono esteri fosforici sistemici come il benlate e il benonyl, che si possono mescolare a trattamenti contro la peronospora e l'oidio.
Oidio 
Dal greco oion (uovo), è causata da un genere di funghi imperfetti iscritto alle famiglie delle Moniliali ed è la più antica tra le gravi malattie crittogamiche che hanno colpito i vigneti europei nella metà del secolo scorso. Questa malattia è di origine americana. Tutti gli organi verdi della pianta, grappoli, foglie, germogli sono colpiti dal parassita fungino che è in grado di propagarsi da quando la temperatura dell'aria inizia a salire ( 4 -5 °C) fin verso i 25 °C. L'umidità favorisce lo sviluppo. L'Oidio si combatte con irrorazioni di zolfo in polvere puro o ramato. Spesso i trattamenti vengono fatti contemporaneamente a quelli contro la Peronospora, mescolando gli zolfi bagnabili con solfato di rame o sali di zinco. Dato che l'Oidio colpisce maggiormente il grappolo, la lotta contro di esso è di primaria importanza in viticolture.

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Peronospora o Plasmopara viticola
Genere di funghi Ficomiceti ascritto alla famiglia delle peronosporacee. Vi appartengono diverse specie parassite di piante superiori, delle quali la più diffusa e dannosa è la plasmopara della vite. La specie è originaria dell'America del Nord, dove si ritiene fosse un parassita abituale delle piante selvatiche di vite. La sua prima comparsa in Europa fu segnalata in Francia nel 1878. La presenza del parassita è svelata dalla comparsa sulla foglia di zone traslucide dette "macchie d'olio". Il micelio (fungo) si insinua nella parte inferiore della foglia e in mezzo al grappolo, formandovi dentro masse di ife; la sua "produzione" è rapidissima. Il danno è ingente e la produzione di zoospore, facilmente trasportabili dal vento, è elevatissima. Il danno al frutto vero e proprio si può notare dal fatto che i chicchi d'uva rinsecchiscono totalmente. La lotta contro questo tipo di fungo è attuabile solo quando il parassita si trova all'esterno della pianta, perciò si pratica irrorando le foglie con anticrittogamici a base di rame.

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Piralidi
Vasta famiglia di insetti iscritti all'ordine dei Lepidotteri. Essa è particolarmente diffusa nei paesi a clima caldo. I piralidi sono farfalle notturne e per la massima parte dannose, perché allo stadio larvale si evolvono a spese di piante di grande interesse e valore agrario, come ad esempio la vite. Sono farfalle di dimensioni medio-piccole, di costituzione gracile, con ali e zampe molto ampie e lunghe rispetto al corpo.

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Roncet o arricciamento della vite.
Malattia della vite dovuta ad una infezione o ad un complesso di infezioni da virus e trasmessa per talea e col terreno. Questa malattia a cui sono soggetti in particolar modo gli ibridi si manifesta con aspetto cespuglioso delle piante che si presentano con ramificazioni dense e brevi per l'accorciamento degli internodi e per lo sviluppo di molte ramificazioni secondarie. Le foglie sono piccole e deformate da numerose frastagliature. Tutta la pianta giunge rapidamente ad essiccarsi completamente.

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Tignola
Da POLYCHROSIS BOTRANA si tratta di un insetto lepidottero che compie 3 generazioni annuali e sverma allo stato di crisalide, le femmine depongono circa 200 uova ciascuna 2 o 3 giorni dopo l'accoppiamento e le depositano sui grappoli florali, sui tralci e sulle foglie. Le larve emettono gli sericei, si tessono una specie di bozzolo e si nutrono divorando i boccioli dei fiori. I danni causati alla vite sono ingentissimi nonostante le tignole abbia molti nemici naturali quali funghi, imenotteri, ditteri, parassiti. L'uomo difende la vite attraverso la lotta chimica con arseniato di piombo o di calcio, fluorosilicato di bario e cloroderivati organici molto tossici, che quindi devono essere usati con molta prudenza.

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