L'ortofrutticoltura in Romagna Stampa E-mail
Aree Tematiche - Ortofrutticoltura

L'agricoltura è l'attività economica che consiste nella coltivazione di specie vegetali. La finalità principale dell'agricoltura è quello di ottenere prodotti delle piante da utilizzare a scopo alimentare o non, ma sono possibili anche altre finalità che non prevedano necessariamente l'asportazione dei prodotti.

Tradizionalmente, nella cultura italiana, l'agricoltura è popolarmente riferita allo sfruttamento delle risorse vegetali a fini alimentari, mentre lo sfruttamento delle corrispondenti risorse di origine animale, l'allevamento, ne è quasi ritenuta antitetica, riflettendo il secolare dualismo pastore-contadino. A fini scientifici e giuridici, comunque, entrambe le materie sono comunemente riunite nella più vasta accezione di agricoltura, che abbraccia la coltivazione delle piante, l'allevamento degli animali e lo sfruttamento delle foreste.

Le produzioni ortofrutticole sul territorio della Provincia di Forlì-Cesena si estendono su un’area stimata intorno a circa 25.000 ettari, di cui 15.000 riservati a frutteti e i restanti 10.000 a colture orticole a piena aria.

Oltre alle colture più note, come la Fragola di Romagna e la Pesca nettarina, sono da menzionare altre produzioni di altissima qualità che comprendono albicocche, susine, kiwi, mele, pere e numerose varietà di ciliegie. Tra gli ortaggi, "colture a pieno campo", spiccano patata, fagiolino, piselli, lattughe, cicorie, rape, pomodoro, Cardo gigante di Romagna, Carciofo violetto di Romagna, articioc. Se alcune di queste colture sono ancora in piena produzione su vaste aree del territorio, altre rappresentano invece produzioni locali o di nicchia come lo Scalogno di Romagna che ha ottenuto il marchio IGP.


La tipicità di queste colture e la loro eccellenza è da ricercarsi nella storiografia romagnola. La già citata pesca nettarina, ad esempio, è facilmente riconducibile alla coltivazione di pesche praticata già nel ‘300; analogamente per la fragola, nell’antichità diffusa allo stato selvatico nel cesenate e oggi diventata coltura tipica proprio di quell’area geografica.

La ciliegia, introdotta dai Romani, ha acquisto un’importanza notevole già dal primo medioevo. Sono di questo periodo, infatti, le tracce dei primi impianti coltivati di ciliegio, soprattutto nella vallata del Bidente che vanta tutt’oggi (in particolare la zona di Civitella di Romagna) varietà locali quali morandina, morette e duroni.
Molto apprezzate dal mercato anche le produzioni delle colline di Cesena, Roncofreddo e Longiano, con varietà tipiche quali moretta, durona, durella, corniola, duroncina, primaticcia, marciana.

L’importanza e la tipicità di produzioni frutticole del territorio è stata riconosciuta dal marchio IGP per la pera, la pesca e la Nettarina di Romagna, mente le altre coltivazioni oggi possono fregiarsi dell’iscrizione all’elenco nazionale dei prodotti tradizionali della Provincia di Forlì- Cesena.

Tra le erbe spontanee, usate e riscoperte nella gastronomia territoriale, si segnalano soprattutto lo stridolo, il raperonzolo, il rosolaccio, il radicchio di campo, l’ortica, la vitalba.