Buone Feste da Cia-FC
(23 dicembre 2011) La CIA - Confederazione Italiana Agricoltori di Forlì-Cesena augura a tutti gli utenti di AgricolturaWeb un buon Natale e un felice 2012.
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(14 novembre 2011) Pronto il bando per finanziare la promozione dei prodotti biologici ai consumatori.
(23 settembre 2011) Dopo più di due mesi dall'approvazione della Legge 12 Luglio 2011 n. 106 è stato finalmente emanato ieri il decreto dell'Economia del 14 settembre 2011 che fornisce le indicazion...
| L'energia eolica tra passato e futuro |
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| Aree Tematiche - Energie Rinnovabili |
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Navigazione a vela, ventilazione dei cereali, essiccazione dei prodotti dell'agricoltura: l'energia eolica è stata largamente utilizzata anche nell'antichità. Tracce di mulini a vento si hanno già nel XVII secolo a.C. in Mesopotamia, Cina e Egitto mentre, in Europa, i mulini si sviluppano soprattutto a partire dal Medioevo; nel XIX secolo si diffondono invece le aeropompe con giranti multipale di piccolo diametro. Le prime applicazioni per ricavare energia elettrica dal vento risalgono agli inizi del '900, ma solo dagli anni 80 inizia la crescita inarrestabile che ha portato alle soglie del 2000 la tecnologia eolica alla piena maturità tecnica ed economica.
La conversione dell'energia cinetica Componente essenziale di un sistema di conversione dell'energia eolica è il rotore, costituito da un certo numero di pale fissate su un mozzo.Le pale sono progettate per sottrarre al vento parte della sua energia e trasformarla in energia meccanica di rotazione, utilizzabile sia per azionare macchine operatrici (aeromotori), sia per la produzione elettrica. In quest'ultimo caso si parla di aerogeneratori. Gli aerogeneratori: soluzioni standard e varianti Le dimensioni delle macchine Le macchine possono differire anche per il tipo di torre, che può essere tubolare, a traliccio o a palo strallato. Tutte le applicazioni commerciali In base alla tecnologia oggi disponibile, la realizzazione di centrali eoliche che utilizzino aerogeneratori di media taglia rappresenta senza dubbio l'applicazione più importante ed economicamente conveniente La producibilità energetica di una macchina è proporzionale al cubo della velocità del vento: se quest'ultima raddoppia, l'energia elettrica ottenibile aumenta all'incirca di otto volte. Ventosità e indicatori biologici: come si sceglie un sito Anche l'esistenza di strade adeguate e la vicinanza a linee elettriche devono essere tenute presente, poiché hanno implicazioni dirette con la redditività di un'iniziativa. La scelta del sito deve essere seguita da un'efficace disposizione delle macchine, che vanno opportunamente distanziate sul terreno per evitare eventuali reciproche interferenze fluidodinamiche che ne riducono la producibilità. I vantaggi per l'ambiente Questi aspetti possono essere affrontati e risolti con un'attenta localizzazione degli impianti, con l'utilizzo di macchine tecnologicamente evolute e con una corretta progettazione. Costi sempre più competitivi Il tipo di aerogeneratore più utilizzato è quello a tre pale, con rotore sopravvento a mozzo rigido, collocato tra la direzione da cui spira il vento e la torre. Si tratta della configurazione nota come "concetto danese" e rappresenta ormai lo standard con cui si confrontano altre soluzioni impiantistiche: una/due pale, rotore sottovento, mozzo oscillante. Le prospettive di mercato A livello nazionale, questo traguardo è già stato raggiunto in Danimarca, storicamente uno dei Paesi guida in tale settore.Il baricentro del mercato si è spostato negli ultimi anni dagli Usa in Europa, soprattutto in Germania, in Spagna e in Danimarca. Le risorse disponibili ed utilizzabili nel mondo sono valutate in grado di fornire una producibilità circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998.Questo potenziale potrebbe essere ulteriormente accresciuto dallo sviluppo di installazioni off shore, collocate al largo delle coste. In un'ottica di sfruttamento su larga scala dell'energia eolica, l'installazione di aerogeneratori in siti marini presenta infatti indubbi vantaggi, riconducibili ad una maggiore disponibilità di spazi e ad una migliore qualità del vento Il primo impianto off shore (11 macchine per un totale di 5 MW) è stato realizzato nel mar Baltico al largo di Vindeby in Danimarca agli inizi degli anni '90. L'energia disponibile nel vento è essenzialmente l'energia cinetica posseduta dalla massa d'aria in movimento. |